Considerazioni/avvenimenti, in pillole:
- Sono finalmente tornato attorno ad un valore decente di peso, ossia posso di nuovo usare i buchi normali delle cinture.
- Mi sono semi rasato i capelli e, come da copione, me ne sono pentito 5 minuti dopo.
- Abbiamo appena finito con l’ottimo Andrea un progettone a Siena che definire esilarante sarebbe riduttivo. A valle della presentazione di chiusura i referenti si sono fermare mezzora a parlare di gnocca, con tanto di dibattito, giusto per rendere l’idea. Un giorno, forse, ci scriveremo un libro.
- Uno dei miei migliori amici è appena passato al test di specialità (ammesso che si dica così) di Medicina, a Verona..Complimenti Ale!
- Al Fantacalcio sono terzo a -2 dal secondo.
- Con la ragazza siamo arrivati alla fase dei nomignoli tipo “crostatina”, “saccottino”, “amò” e via dicendo, pronunciate tra l’altro con dei toni di voce “insentibili”, come direbbe Miconi, però direi che non mi dispiace, anzi.
- Ho rinnovato il dominio riccardocases.it fino a marzo 2009. Sicuramente me ne pentirò.
- Ho preso una multa per divieto di sosta, a Siena. Considerando che mi pagano taxi e parcheggi quando sono qui, mi sento vagamente un ebete.
- Ho da poco iniziato una cura odontoiatrica simpatica come un attacco di colite ed economica come un mutuo in via della Spiga.
- Ho comprato l’E61 della Nokia: il fatto che non saprò neanche lontanamente usarne come minimo l’80% delle funzionalità, poco importa.
- Non so perchè, ma ho il netto e sgradevole convincimento che il prossimo 14 Aprile vivrò per l’ennesima volta la sensazione di vivere in una Repubblica delle Banane
Ciò detto, potrei quasi tornare a lavorare.
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Ore 8.15 - Taxi
Per fare 3 km ci mettiamo circa 20 minuti, causa pioggia e manifestazione sindacale.
Iniziamo bene…
Ore 8.45 – Monte dei Paschi
Non va la connessione ad Internet. Ma mica indistintamente, solo dal mio portatile, perché giustamente in tutti gli altri funziona. Chiamo il servizio tecnico che mi assicura che tutto dovrebbe andare, e mi suggerisce di aspettare qualche minuto.
Ho aspettato otto ore e la situazione è rimasta la stessa.
Calma. Inspira, espira, inspira, espira..
Ore 13.45 – Pranzo
Piove che Dio la manda. Non ho l’ombrello, ovviamente.
In compenso ho un raffreddore sensazionale.
Pranzo praticamente a ridosso del bancone in mezzo ad altre 25 persone al metro quadro.
Faccio per prendere la Gazzetta e me la fregano sotto mano. Devo ripiegare sul giornale locale senese.
Ordino, senza accorgermene, un panino composto al 90% da cipolla. Il mio alito per il pomeriggio non sarà esattamente il massimo.
Chiedo un caffè macchiato e me ne arriva uno normale.
Vabbè, non sindachiamo.
Ore 15.00 – Monte dei Paschi
Riunione fiume di 3 ore. Livello di interesse pari a zero. Concentrazione pari a quella di un bradipo, e non faccio nulla per nasconderlo.
Ore 18.20 – Al telefono col capo
Scopro che di qui al 28 Novembre devo fare una presentazione su un argomento che non conosco.
Realizzo, inoltre, che di qui al 28 Novembre starò in Ferie 15 giorni.
Tale presentazione non nasce sotto i migliori auspici.
Ore 20.40 – Cena
Grigliata di carne con contorno di verdure. Sugo dell’unico pomodoro presente nel piatto che mi si cosparge in maniera indifferenziata su giacca, camicia e cravatta, per la gioia dei presenti.
Non fa male, Riccardo, non fa male.
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Lavorare nello sfavillante mondo della Consulenza (o advisory, che fa più figo) ha diverse implicazioni. Lavori molto, impari altrettanto, viaggi parecchio, conosci persone, vedi cose e mangi come un bisonte.Ma tra le mirabolanti nozioni che ho avuto modo di assimilare, ce n’è una in particolare che mi ha colpito particolarmente: per lavorare in consulenza devi imparare il “consulenziese”.Non ci sono alternative: la conoscenza di tale lingua che si configura come un misto di inglese, italiano post-rinascimentale, termini inventati, definizioni tecniche ed un mini glossario degno di un manuale di economia, è essenziale per evitare, durante una qualunque riunione, di assumere la più classica delle espressioni inebetite del tipo “Ma dove ca**o sono finito?!?”.Il dramma dell’imparare questa “lingua” è che poi, una volta fatta tua, la utilizzi senza accorgertene anche nei contesti extra-lavorativi più disparati: con i genitori, dalla nonna, al supermercato, dal parrucchiere, dal fruttivendolo, con la tua ragazza, eccetera rendendoti di fatto comprensibile solo dai colleghi tuoi simili (è anche per questo la consulenza è un lavoro molto di nicchia..).Quelle che seguono, ordunque, sono una serie di frasi standard ad alto utilizzo (e non sto scherzando, purtroppo) particolarmente utili per chi si approccia per la prima volta a questo lavoro.
- Devo smarcare un task nella TO DO list: devo fare qualcosa;
- Dobbiamo allinearci (o fasarci): spiegami;
- Dobbiamo schedulare l’effort sull’elapsed: dobbiamo decidere cosa andremo a fare;
- Proporrei un walktrough di processo: non ci capisco niente;
- Ha un gap mentazionale: non ci arriva;
- Il suo processo non è core: non conta niente;
- Inviami un reminder (o trigger): ricordamelo tu;
- Necessito di un’ulteriore franchigia temporale: non starmi addosso;
- Non è molto appealing: non si può vedere;
- Non ha molto grip sulla struttura: non se lo caga nessuno –oppure- non capisce niente;
- Resto in attesa di un feedback: fammi sapere;
- Sono andato lungo: sono in ritardo;
- Sono caricabile: offro io (KPMG docet…);
- Sono schedulato: ho da fare;
- Sono skillato: ho le competenze adatte;
…To be continued, temo…
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Se c’è una cosa veramente frustrante del mio lavoro è il fatto che non riesca a spiegare praticamente a nessuno (che non sia un minimo dell’ambiente) che cosa stracazzo faccio per 10 ore al giorno, ogni giorno, da un anno e mezzo. Anche i miei genitori hanno faticato un pò a cogliere il concetto.
Tendenzialmente il dialogo si struttura nella seguente maniera:
Interlocutore: «Ah, e che lavoro fai di bello?»
Io: «Ehm, il consulente…».
A questo punto ci possono essere una serie di reazioni, tutte più o meno temute dal sottoscritto.
Risposta 1: «Wow, chissà quante belle case che vedi»
(risposta di chi mi crede un consulente immobiliare).
Risposta 2: «Ah, allora magari hai qualche buona azione da consigliarmi?»
(risposta di chi mi crede un promotore finanziario, e cmq, per inciso, anche lo fossi e le conoscessi davvero, non verrei certo a dirtele a te).
Risposta 3: «Ah…ehm…dunque…però..interessante, no?»
(risposta di chi non ha idea di che cosa faccia un consulente).
Risposta 4: «Ah, quindi sei un consulente del lavoro giusto?»
(No, direi che ancora non ci siamo).
Risposta 5: «Beh conoscere un avvocato fa sempre comodo»
(Il fatto che abbia 25 anni, un completo e una cravatta non ti autorizza a bollarmi subito come avvocato..).
Risposta 6: «Ah, ed è un lavoro divertente?»
(ulteriore risposta che può darti solo chi non ha la più pallida idea di che cosa faccia un consulente).
Risposta 7: «mmm..beh sempre meglio che lavorare in Banca, no?»
(Che c’entra? Dipende! E comunque non è mica sempre vero!).
Risposta 8: «Beh bravo, vuol dire che sei sveglio!»
(No, vuol dire che sono un pirla).
Risposta 9: «Ah, anch’io sono un ex consulente, pero ora mi son licenziato e finalmente riesco ad avere una vita sociale, una famiglia e degli interessi»
(Cazzo la seconda parte della frase evita di dirla almeno..).
Risposta 10: «Ah, anch’io sono un ex consulente, pero dopo la crisi di nervi il medico mi ha imposto di smettere»
(vedi sopra..).
Risposta 11: «Ah, ho capito..ragazzi, però che vita di merda che fate!»
(ecco, questo ha capito fin troppo bene..).
Comunque per ovviare al problema ho deciso che d’ora in poi risponderò “Ingegnere“, che in fondo è pure abbastanza vero (Esame di Stato a parte)..e poi pensare all’altro che si immagini il sottoscritto a progettare aerei, ponti, case o palazzi può essere pure divertente…
In effetti, si sa com’è, noi ingegneri ci divertiamo con poco..
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