Non c’è niente da fare, ci sono città che hanno in dono una bellezza così particolare che per quante volte ci puoi tornare, troveranno sempre il modo di stupirti e affascinarti.
Siviglia è uno di questi posti.
Nonostante chi stia scrivendo sia un bilbaino convinto, e chiunque abbia un minimo di conoscenza della penisola iberica sa quanto Bilbao e Siviglia siano le due città più distanti che la Spagna possa offrire (in tutti, ma veramente tutti, i significati che può assumere la parola “distante”), non puoi non restare ammirato e colpito da questa città post arabeggiante e dai suoi quartieri più storici come el barrio de santa cruz o la particolarissima triana.
Perché è proprio qui, quando la Spagna diventa Andalucia, che riesce davvero a spaccarti l’anima e ad accorciarti il respiro, a spaventarti, quasi, e allora, certe volte, succede che abbassi gli occhi, succede che li sposti altrove, istintivamente, come fai quando c’è troppa luce o troppo vento, solo che poi, dovunque li appoggi, i tuoi occhi si riempiono ancora di bellezza, di grazia, di meraviglia, perciò non li puoi proteggere, non ti puoi proteggere; puoi semplicemente arrenderti e lasciare che certe immagini e certe sensazioni ti colpiscano lì, proprio lì, tra lo stomaco e il cuore.


stupendo vedere che esiste ancora qualcuno (e non sei solo) che si lascia andare arrendevolmente e piacevolmente alla bellezza… perchè è proprio quando la fai entrare dentro di te con prepotenza… quando lasci che gli occhi e il cuore si fondano con ogni atomo della tua pelle che cresci molto più di quanto possa fare con 5 anni di scuola… la meraviglia e lo stupore che una citta, un quadro, una poesia, un libro letto provocano in noi ci restano dentro per sempre…
grazie per la condivisione…
Grazie a te Lorè…