Chiunque di noi, in passato, si sia mai preso una nota sul registro, a scuola, sa benissimo quale piccolo dramma si consumi dietro quelle poche righe scritte a penna da un professore impettito.
Eppure la nota disciplinare stessa può far ridere fino alle lacrime se non siamo noi a prenderla.
Lo dimostra un libro, tratto da un sito già famosissimo nella rete (con decine di migliaia di contatti registrati in poche settimane) che raccoglie le imprese scolastiche più assurde, divertenti, surreali, documentate da note che diligenti professori, spesso al limite della disperazione (o della rassegnazione) hanno redatto con diligente rigore.
L’effetto comico è praticamente irresistibile e, pur non mettendo la mano sul fuoco che siano tutte assolutamente autentiche, mi piace pensare che lo siano.
D’altra parte in questo periodo molto delicato per le nostre scuole (bambini molestati, bullismo, droga e quant’altro) mi è piaciuta l’idea di raccogliere le note più spiritose che ho letto in giro anche per ricordare che, in fondo, è stato quello il periodo più bello della nostra vita, e non riderci (o, almeno, sorriderci) su, sarebbe il vero dramma.
- L’alunno Q. viene sorpreso a suonare il flauto in playback, infatti un suo compagno lo stava suonando piegato sotto il banco mentre Q. muoveva solo le dita mentre C. suonava.
- L’alunna V. A. presenta una giustificazione per i giorni 25 26 e 27 firmata dalla nonna sostenendo che i suoi genitori sono in fila in autostrada. Richiedo colloquio con i genitori.
- L’alunno F.M. chiede 20 Euro al fine di non disturbare la lezione.
- L’alunno C. si giustifica della mancanza del suo tema dicendo che gliel’ha mangiato l’iguanodonte.
- La classe, con la scusa che i prezzi del paninaro sono aumentati, cucina pasta al pesto portando pentolame, piatti e fornelletto da campeggio.
- Tutta la classe è assente tranne l’alunna M. Alle ore 8.10 M. chiede di andare in bagno, esce con lo zaino e non fa più ritorno. Abbandono la classe per mancanza di studenti a cui far lezione.
- L’alunno M. incita la classe a una crociata contro gli «infedeli » della classe accanto e si offre di fare l’ariete e sfondare la porta. Alle mie richieste di smetterla, mi risponde: «Dio lo vuole».
- La classe mette in dubbio la validità dei miei studi, sostenendo che la sottoscritta abbia comprato la laurea.
- M. durante l’intervallo e davanti a numerosi presenti ha volgarmente insultato con termini irripetibili la bidella, rea di aver pulito il suo banco cancellando tutti gli appunti da utilizzare per il compito in classe della terza ora.
- Dubito che C. sia stato assente per peste bubbonica, come sembra sostenere la madre nella giustificazione per i giorni 4,5,6. Infatti di tale morbo non si guarisce in tre giorni.
- Entrato in classe non vedo gli alunni. Mi trovo tuttavia davanti agli occhi un enorme cartellone appeso al muro recante la scritta “PIRLA”. Attendo istruzioni.
- L’alunno A.V. si presenta alle ore 8,35 in classe, stupito del suo arrivo dopo solo 15 minuti dall’inizio delle lezioni mi permetto di commentare “Siamo arrivati presto oggi”, l’alunno guarda l’orologio mormora un “Ha ragione prof” quindi si gira e si allontana presentandosi nuovamente alle ore 9. Chiedo provvedimenti ed il colloquio dei genitori.
- L’alunno L. tenta di DECAPITARE il compagno L. con la serranda.
- L’alunno P. inizia la lezione di chimica entrando dalla finestra.
- L’alunno A. B. mi chiede con instistenza di sfilare davanti alla classe indossando un abito sadomaso, e si giustifica con un “tanto lei c’è abituata!”. Sono indignata e chiedo la convocazione dei genitori e la sospensione dell’alunno.
- Facendo l’appello e notando l’assenza dell’alunno X, mi viene detto dall’alunno Y di non preoccuparmi. Quest’ultimo estrae il portafoglio, lo apre, e simulando di parlare ad una terza persona urla “Scotty, teletrasporto!”. Con fragorosi effetti sonori fatti con la bocca, l’alunno X fuoriesce dall’armadio.
- Rientrato in classe con 15 min di ritardo dopo la ricreazione, alla domanda dell’insegnante: “M. dove sei stato?” risponde: “cos’è un sondaggio prof?”.
- L’alunno Biagio T. continua a rubare gli occhiali ed a perquotere l’alunno Giovanni L. Al mio richiamo T. spiega la sua azione dicendo che perquote il compagno con educazione in quanto prima di agire gli toglie gli occhiali.
- L’alunno S.D. è assente alla mia lezione (italiano) nonostante la presenza accertata nell’istituto. Viene visto prendere il caffè con le bidelle.
- L’alunno M. tenta di accecare S. con la corda della veneziana dopo aver constatato che la resistenza del cavo non è tale da consentire l’impiccagione di S.
- L’alunno M. continua ad accompagnare l’esecuzione del brano picchiando a ritmo il calorifero contro il muro a tempo invece che con il triangolo come richiesto.
- Dopo aver aperto la porta con un calcio, l’alunno S.M. irrompe in aula con venti minuti di ritardo rispetto all’inizio della lezione puntando un tubo da disegno contro i compagni e urlando: “Chi ha chiamato l’A-Team?”.
- L’alunno F.V. è sorpreso, nell’ora di matematica, ad appiccare il fuoco al jeans dello studente F.A. che siede nel banco innanzi al suo. Lo studente F.A. si alza improvvisamente urlando dal dolore interrompendo così la lezione. L’alunno F.V. si giustifica dicendo che voleva purificarlo in quanto Laziale e, quindi, antinapoletano. Dopo ammonimento verbale l’alunno F.V. torna ad infastidire con un accendino l’alunno F.A.
- Durante la lezione di informatica a proposito della rete , faccio presente all’ allunno F. che scaricare file pirata da Internet è illegale. F. mi risponde gridando “Io non ho infranto la legge ! Io Sono la Legge !”. Sono senza parole.
- Pur riconoscendo l’indubbia cultura dell’alunno T., mi vedo costretta a fargli notare che, se il suo scopo è impedirmi di fare lezione asserendo continuamente di non essere d’accordo (pur potendo motivare le proprie obiezioni), poteva scegliere di NON FREQUENTARE l’ora di religione in quando non obbligatoria.” La risposta di T. è stata “Per voi oscurantisti del ca**o non c’è altra via che l’opposizione”. Essendo tale linguaggio scurrile assolutamente non appropriato in edificio scolastico, l’ho invitato ad uscire dalla classe. In questo momento T. è fuori dalla porta che urla “EL pueblo, unido, jamàs serà vencido!”. Urgono provvedimenti.




